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Di Antonio Grego in gentile concessione a Mardukkina.it
Il Manga
Di Antonio Grego
Introduzione:
il Giappone, un
mondo a parte

Denominazione:
Giappone
Codice Iso: JP
Popolazione: 126.549.976 abitanti
Superficie: 377.835 Kmq
Capitale: Tokyo
Moneta: yen (JPY)
Il Giappone è uno stato insulare dell’estremo oriente il cui
nome in giapponese si pronuncia “Nippon” o “Nihon”. E’ una nazione
particolarmente interessante e importate sotto ogni punto di vista: dai confini
all’ambiente, dalla storia alla religione, dalla popolazione alle sue tradizioni
e infine dalla sua economia alla sua politica. La bandiera giapponese è formata
da uno sfondo bianco con un cerchio rosso al centro. Il Giappone è una nazione
dell’Asia orientale formata interamente da isole e arcipelaghi. Si è formata
nel corso di milioni d’anni dallo scontro di due zolle oceaniche che ne hanno
dato origine. E’ circondato a nord dal mar dell’Ohotsk, a sud sia dal Pacifico
sia dal mar cinese, ad ovest dallo stretto della Corea e dal mar del Giappone,
ad est sempre dal pacifico.

Tokyo
è la capitale con 8.100.000 abitanti e il Giappone misura 372.818 kmq. Le isole
più importanti sono: le isole Ryuykyu (e migliaia d’isole adiacenti minori),
Sakhalin, Honshu (227.413 kmq), Shikoku (18.256 kmq), Kyushu (36.555 kmq) e
Hokkaido (78072 kmq). Queste costituiscono la parte emersa di un’immensa catena
montuosa che si estende dalla Corea alla Russia Asiatica.
Popolazione
Ci
sono molti dubbi sulla provenienza della razza giapponese, si pensa che sia
originaria della Mongolia e che si sia incrociata con quella cinese e coreana.
I giapponesi sono piuttosto bassi e con la pelle giallastra. Hanno il taglio
dell’occhio verso l’alto e la pupilla sempre molto scura, insieme a capelli
scuri.
Lingua
Polisillabica e agglutinante, appartiene forse al ramo
orientale dell’altaico, ma presenta analogie sintattiche e lessicali anche con
le lingue del gruppo mundapolinesiano. Come lingua nazionale è stato adottato
in età moderna il dialetto di Tokyo. La scrittura originariamente era solo di
tipo ideografico, derivata dai caratteri cinesi. Anche 2 varianti di segni
sillabici(i kana) di valore puramente fonetico, integrano gli usi e i costumi
del Giappone, con le sue variazione di lingue e dialetti che vengono, alcuni
usati solo in certe zone, mentre altri sono molto più diffusi, come in questo
caso il dialetto di Tokyo.
Usi e Costumi
Nel Giappone è molto interessante esaminare il vasto campo
della cultura. La lingua ufficiale è naturalmente il giapponese ma ci sono
anche minoranze di lingua inglese, che è anche insegnata nelle scuole. E’
importante far notare che in Giappone l’analfabetismo è quasi inesistente,
questo perché l’istruzione è sempre stata una parte fondamentale nelle
abitudine giapponesi.
In Giappone si trova anche una vasta cultura per quanto
riguarda la letteratura. Le prime opere della letteratura giapponese sono di
carattere storico e si ispirano a modelli cinesi. Intorno al 760 fu compilata
la prima antologia poetica, la raccolta di 10.000 foglie, che comprende 4495 poesie
di centinaia di autori del sesto - settimo secolo. Le poesie venivano scritte
principalmente in versi di 31 sillabe. Invece, più avanti, vediamo che gli
scrittori cominciavano a scrivere racconti fantastici e sotto forma di diari.
In seguito, verso la fase dell’apice della letteratura giapponese nel periodo
Heian, alcuni scrittori si dedicarono di più ai romanzi. Gli autori si
ispiravano spesso a racconti di famiglie feudali e a soggetti presi dal popolo.
Verso il 1438 ci fu un crescente interesse per il teatro,
basato su leggende e interpretato non da attori ma bensì da marionette, che
riscuotevano sempre più successo tra il pubblico. In questo periodo fu
rinnovato di nuovo il concetto della letteratura: i poeti cominciarono a
sostituire la classica poesia tanka con una tipo di poesia chiamata “renga”.
Questo tipo di poesia non si basava più su miti e leggende ma piuttosto sulla
vita borghese e del popolo. Nei molti periodi che la letteratura ha incontrato
come il romanticismo, il neo-intellettualismo e l’impressionismo possiamo
identificare alcuni nomi che passarono alla storia: Yasunari Kawabata, Osamu
Dazai, Yukio Mishima e Ooka Shohei.
Un altro campo in cui il Giappone è molto ferrato è l’arte.
L’arte giapponese è molto apprezzata, anche se spesso viene confusa con l’arte
cinese, anche questa molto conosciuta. L’arte giapponese si manifesta nella
tendenza alla rappresentazione concreta dell’uomo e della natura, che viene
interpretata come i sentimenti dell’anima, con ogni suo desiderio e speranza. Il
risultato di tali concezioni è visibile soprattutto nell’arte raffinata e
squisita dei giardini zen, nella quale si compendiano poesia, arte, musica e
filosofia. La pittura narrativa e quella dei paesaggi è la più diffusa, e
consiste in poche pennellate da cui traspare un profondo dinamismo, ricca di
effetti decorativi. L’arte accompagna molti periodi storici di larga
importanza. Nel periodo preistorico compaiono ceramiche con decorazioni fatte a
cordoncini. Venivano usati per onorare le grandi sepolture a tumulo e abbellire
le case e alcuni templi. In seguito con la diffusione del buddismo si cominciò
a disegnare paesaggi e la natura diventò la principale fonte di ispirazione,
anche nel campo dell’architettura, dove veniva ampiamente usata. La massima espansione
dell’arte giapponese arriva quando gli artisti cominciarono a disegnare e
pitturare su rotoli di seta, famosi ancora oggi. La scultura, comincia a essere
più apprezzata verso il 1185, quando molti artisti si dedicarono ad essa.
Compaiono così le prime sculture profane e i ritratti solidi. Nasce anche un tipo di pittura che dava
risalto alle cose quotidiane e agli utensili di lacca e di bronzo: si chiama
pittura sumi.
L’arte giapponese prosegue nelle sue trasformazioni, ma
rimane sempre molto attaccata alle sue tradizioni e culture, come anche si basa
spesso sulla religione e su convinzioni ancora attuali.
Il Territorio: le
coste
Il litorale del Giappone è molto ricco di baie e insenature
per circa 26.802 km,
questo a causa delle maree e di violente tempeste che hanno reso le coste molto
frastagliate. Il territorio terrestre, molto irregolare, è caratterizzato dal
succedersi d’alte catene e vallate profonde, con numerose pianure poco estese.
Per questi motivi il territorio è coltivabile solo per l’11%.
I Rilievi
L’altezza
massima è rappresentata dal monte Fuji, un vulcano nei pressi di Yokohama. La
cima più alta della catena delle Alpi Giapponesi è l’Hida (3190m) tutte le
altre catene montuose sono inferiori e di minor importanza.
Vulcanesimo e terremoti
In
Giappone ci sono molti vulcani attivi e non, insieme ad un’intensa attività
sismica. I vulcani sono in tutto 200, di cui 50 attivi, gli altri sono in ogni
caso usati come centri termali. I terremoti sono molto comuni in Giappone,
secondo una statistica si verificano quotidianamente più di tre movimenti
sismici. Pare che questi sismi siano provocati da un enorme cratere profondo
addirittura 8 km.
I terremoti più violenti verificatisi in Giappone sono stati: quello del 1923 che
danneggiò gravemente Tokyo e Yotama, provocando la morte di circa 150.000
persone, e quello nel 1995, la cui intensità superò il settimo grado della
scala Richter, colpì la città di Kobe, uccidendo 5000 persone. Si verificano
anche parecchi maremoti a causa degli improvvisi e continui mutamenti della
topografia sottomarina.
Idrografia
Nonostante la ricchezza idrografica che caratterizza il
paese, non esistono lunghi fiumi navigabili. I fiumi principali, durante le
stagioni estive si riducono a modesti corsi d’acqua. Il fiume più lungo è lo
Shinano che misura 370 km.
Altri fiumi importanti sono il Tame, il Kitakami, il Tenryu, il Mogami,
l’Ishikori, e lo Yoshino. Bellissimi sono i numerosi laghi, situati nelle valli
fluviali. Il principale è il lago Biwa, esteso per 685 kmq.
Clima
Il Giappone, avendo un notevole sviluppo longitudinale, ha
una grande varietà di climi. La temperatura media varia dai 5 °C ai 16 °C. Nel nord del Giappone ci
sono estati brevi e miti con inverni lunghi e rigidi, grazie ai venti
provenienti dalla Siberia. Invece nella parte meridionale, le estati sono calde
e umide e gli inverni miti. In tutto il Giappone si verificano periodici aumenti
dei tassi d’umidità, grazie ai monsoni, e nelle stagioni estive possono
verificarsi alcuni cicloni tropicali.
Flora e fauna
Grazie al suo clima mite, il Giappone ha una flora varia e
rigogliosa che conta più di 4500 specie di piante, fiori ecc. I più
caratteristici sono il ciliegio, le camelie, le azalee, le peonie, il giglio,
il loto, il crisantemo, la campanula. Gli alberi predominanti sono le conifere,
l’abete, il bambù, il larice, il tè, i pioppi, i faggi, il fico d’india, il
gelso e il mirto. La fauna può sembrare scarsa, ma non è così: infatti in
Giappone ci sono molte specie di mammiferi, d’uccelli, di rettili d’anfibi, e
pesci. Tra i primati di diffusione, la scimmia è prima in classifica.
La storia del Giappone
Le
informazioni più lontane a noi provengono da resoconti cinesi e giapponesi, che
contengono buona parte delle narrazioni sull’origine dell’impero giapponese.
Quest’ultimo è stato collocato nel 660 a.c. e a esso sarebbe appartenuto Jimmu
Temo, un presunto discendente della dea del sole. I primi insediamenti
risalgono al 10.000 a.c.
Tra il terzo secolo a.c. e il sesto secolo d.c. si diffuse la cultura Yayoi.
L’epoca Kunfu (300-710)
Il Kunfu è un tumulo che risale al quarto secolo d.C., segnalava
le tombe di sovrani e nobili deceduti. Uno di questi fu Yomato che rafforzò la
nazione, ideò la religione scintoista e la proclamò religione di stato. In
questo periodo si diffonde la religione del buddismo in tutta la nazione.
L’epoca Nara (710-794)
Durante l’impero Shomu, il Giappone conobbe un grande
sviluppo culturale, infatti regnarono le dinastie Tang e il Giappone divenne una
tappa di rilievo sulla Via della Seta. L’imperatore proclamò Heian Kyo,la nuova
capitale del Giappone.
L’epoca Heian (794-1185)
In questo periodo il Giappone godette di 350 anni di pace e
prosperità. Dopo di esso gli imperatori cominciarono a delegare parte del
potere a dei subordinati e così nacquero nuove famiglie nobiliari importanti.
Inoltre, in questo periodo ci fu un vasto sviluppo letterario. Un fatto di notevole
importanza fu che in quest’epoca nacquero i primi famosissimi guerrieri samurai.
Quest’ultimi avevano il compito di amministrare e difendere i latifondi
dell’aristocrazia. Si formarono in seguito fazioni i cui rispettivi capi erano
molto rivali: Taira e Minamoto i quali provocarono due guerre civili in cui
vinsero i Taira. Però il loro dominio non durò a lungo, infatti, Minamoto
Yaritomo conquistò il potere e mise fine all’amministrazione imperiale e
inaugurò una dittatura militare che durò sette secoli.
L’epoca Muromachi (1333-1568)
Fra il 1333 e il 1336 Go Daigo (un vecchio tiranno) cercò di
restaurare di nuovo l’amministrazione imperiale, ma le rivolte che si
scatenarono gli impedirono questa riforma. In seguito in Giappone sbarcarono i
Portoghesi e iniziarono ad introdurre la religione cristiana.
L’epoca Edo (1600-1868)
Fra il 1603 e il 1612 si stabilì in Giappone il feudalesimo
con conseguente persecuzione dei cristiani dell’epoca, e l’adozione del
confucianesimo come religione ufficiale da parte del governo. In seguito, con i
mutamenti delle condizioni sociali ed economiche del paese, la classe
mercantile conquistò il potere. Nel 1853 gli Stati Uniti inviarono una
delegazione per firmare un trattato d’alleanza con il Giappone.
L’epoca Meji (1868-1912)
In
questo periodo il governo dell’imperatore Mutsuhito designò il suo regno come
“Meji” ovvero “regno illuminato”. Questo regno mirava a far diventare il
Giappone una potenza mondiale. Sotto la supervisione del governo si cominciò un
rapido processo di industrializzazione. Una nuova costituzione, che fu
promulgata nel 1889, prevedeva che i poteri dell’imperatore fossero preservati.
Nella nuova costituzione, che prevedeva una Dieta, composta da una camera alta di
363 membri e da una camera bassa di 463 membri, i poteri dell’imperatore furono
accuratamente preservati, ed inoltre egli aveva la facoltà di emanare leggi e
il potere esclusivo di dichiarare guerra e proclamare pace. L’impero, verso il
1879, intraprese un’aggressiva politica estera. Ebbe dei conflitti con la Cina e questo provocò la
guerra “Sino-Giapponese” (1894-1895) in cui il Giappone prevalse pesantemente
sulla Cina. Quindi la Cina
cedette al Giappone l’isola di Formosa (Taiwan) e le isole Pescadores, pagando
una forte somma di denaro. Inoltre nel 1904, il Giappone interruppe le
relazioni diplomatiche con la
Russia dando inizio alla guerra russo-giapponese. Nel 1904 il
Giappone invase la Manciuria
costringendo l'esercito russo alla resa di Port Arthur; il conflitto si
concluse drammaticamente nel maggio dell'anno successivo, quando le corazzate
nipponiche dell'ammiraglio Togo affondarono la flotta zarista al largo di
Tsushima, presso la costa della Corea. Grazie a questa sorprendente vittoria il
Giappone conquistò la parte meridionale dell'isola di Sahalin, la Manciuria e la Corea.
L’epoca Taisho (1912-1926)
Nel 1912, alla morte di Mutsuhito, salì al trono il figlio
Yoshihito. Inizia la nuova epoca Taisho ("Grande giustizia"), una
fase democratica, liberale e dinamica, che vide il Giappone combattere
vittoriosamente a fianco degli Alleati contro la Germania durante il primo
conflitto mondiale, e annettere in tal modo tutti i possedimenti tedeschi in
Oriente. Il Giappone entrò quindi a far parte della “Società delle Nazioni”
dopo la conferenza di Washington del 1922.
L’epoca Showa (1926-1988) ed Heisei (1989-oggi)
Nel 1926 Hiroito salì al trono adottando il termine Showa
(che significa “pace illuminata”) come designazione ufficiale del suo regno, ma
quando Tanaka Giichi divenne primo ministro fu ripresa la politica aggressiva
verso la Cina,
data la necessità di nuovi mercati e nuovi spazi per la popolazione giapponese
che si era raddoppiata nell’ultimo anno. Cercò di nuovo di appropriarsi di
alcuni territori cinesi, ma quando la società delle nazioni invitò il Giappone
a rinunciare alle sue ostilità contro la Cina, abbandonò la società stessa e minacciò di
conquistare sia Pechino che Tianji. Nel maggio 1933, la Cina fu costretta a
riconoscere la conquista giapponese e a firmare una tregua. Con lo scoppiò
della seconda guerra mondiale il Giappone ebbe l’opportunità di espandersi
verso il sud-est asiatico. L’invasione dell’Indocina francese suscitò
l’ostilità degli Stati Uniti che posero
il divieto di commerciare col Giappone. Il 7 dicembre 1941 il Giappone sferrò
senza preavviso un attacco aereo contro le Hawaii, alla principale base navale
americana. Gli stati Uniti, così insieme all’URSS dichiarano guerra al
Giappone. In questa sanguinosa guerra si combatté molto per mare (con due
sconfitte da parte del Giappone) e alla fine, il 6 agosto ’45 gli USA lanciarono
la prima bomba atomica sulla città di Hiroshima e tre giorni dopo sulla città
di Nagasaki. Nel 14 agosto il Giappone accettò le condizioni degli alleati e
firmò una resa formale. Tutte le isole del Pacifico appartenenti al Giappone
vennero occupate dagli Stati Uniti con un’amministrazione fiduciaria da parte
dell’ONU. Il Giappone uscì stremato da questa guerra, con numerosissime
vittime, terribili danni agli edifici, per la maggior parte rasi al suolo, e in
una situazione generale di estrema povertà e prostrazione. Il grande sogno di
un'egemonia giapponese su tutta l'Asia orientale si era così irrimediabilmente
concluso. Nel 1947 entrò in vigore una nuova costituzione sul modello dei
governi democratici occidentali e tutte le forze furono indirizzate verso una veloce
ricostruzione di tutto quanto era stato distrutto. Un'efficace riforma agraria,
un'industria rinnovata e un'economia in costante ascesa portarono il Giappone
agli inizi degli anni '60 a
uno dei più grandi boom economici della storia. Quello che il Giappone è
diventato, all'inizio di una nuova epoca, l'era Heisei (1989, "Pace e
concordia"), è ormai storia dei nostri giorni: un'economia stabile, una
tecnologia avanzatissima, un'industria in continuo sviluppo, che l'hanno posto
ai vertici tra le più grandi potenze mondiali.
Politica
Il Giappone è
una monarchia costituzionale ereditaria, nella nuova costituzione, entrata in vigore
nel 1947, l’imperatore è il simbolo
dell’unità nazionale ma con funzioni eminentemente rappresentative.
L’imperatore adesso al potere è Akihito, salito a trono nel 1989, ed è ritenuto
il 125esimo della sua discendenza. Il potere esecutivo è affidato a un
gabinetto presieduto da un primo ministro, designato dall’imperatore, che è
responsabile con i ministri del proprio operato di fronte alla Dieta. Il potere
legislativo compete alla Dieta e, all’interno di essa, il maggior potere spetta
alla camera bassa. Il tribunale di massimo grado è la corte suprema, che si
compone di un presidente nominato dall’imperatore, più il consiglio dei
ministri e 14 giudici nominati dal gabinetto. Le forze di difesa dipendono dal
governo centrale. Il capo della polizia nazionale, costituisce il nucleo delle
forze della difesa. I principali partiti sono : i partiti liberal-democratici o
Jimito (PLD), il partito socialista Giapponese (NJP) e il partito comunista.
L’economia
Negli ultimi anni il Giappone ha vissuto una rapida crescita
economica. Si è cominciato da un’industria leggera, come l’industria tessile,
fino a sviluppare anche un’industria metallurgica, chimica, petrolchimica,
navale ed elettronica. Il prodotto interno lordo nel 1992 era di 4321 miliardi
di dollari USA, il secondo al mondo. La
struttura dell’economia giapponese ha visto una dozzina di famiglie importanti
che hanno fondato ditte come la
Mitsubishi, Hyundai e la Toyota. Dal punto di
vista lavorativo si è assistito invece alla crescita delle associazioni
sindacali e dei loro aderenti. Le principali confederazioni sindacali del
Giappone sono raggruppati nella “Federazione Nazionale Dei Sindacati Del
Settore Privato” detta “Renga”.
Agricoltura e pesca
Negli ultimi anni il Giappone ha perso molti addetti
all’agricoltura, ma questo settore non ha diminuito comunque la sua importanza.
La produzione comprende riso, orzo e frumento, patate e patate dolci,
barbabietole da zucchero, canna da zucchero, mandarini, cavoli, cipolle, e, in
misura minore, meloni, pomodori, cocomeri, mele, pesche, pere e altri agrumi,
soia, tè e tabacco. Data l’esiguità del terreno coltivabile, allevamento è scarso.
L’agricoltura è spesso intensiva e vengono effettuati 2 o più raccolti l’anno.
Il terreno però, si sta impoverendo, a causa anche di un uso esagerato di
concimi e prodotti chimici. Importante è la produzione di legname, dato che
circa 2/3 del Giappone è ricoperto di foreste. Il pesce è uno degli alimenti
principali dei giapponesi, secondo solo al riso, e perciò la pesca costituisce
un industria di grande importanza, destinata anche all’esportazione. Il
Giappone possiede una delle maggiori flotte di navi da pesca del mondo adatte
sia alla pesca costiera, che di altura e di profondità. Si pescano soprattutto
sardine, gamberetti, calamari, costardelle, sgombri, godi, salmoni, lucci ,
tonni, pagelli, bonitas e granchi. Rilevante è anche la raccolta di alghe
marine, usate per scopi farmaceutici ma anche soprattutto alimentari.
Flussi monetari e banche
La banca del Giappone, fondata nel 1882, è la banca
centrale. Il cuore del sistema finanziario è costituito da altre 85 istituti di
credito. La borsa di Tokyo è una delle più importanti per i mercati mondiali
per lo scambio di titoli e valori. L’unità monetaria giapponese è lo yen,
diviso in 100 sen. Sostenuti dallo yen, gli investimenti delle società
giapponesi sono consistenti e famosi.
Commercio
Il Giappone è sempre stato un paese mercantile e quindi ha
sempre usufruito di acquisti e di vendite estere. Infatti, il commercio estero
rappresenta un settore importantissimo nell’economia giapponese. I principali
scambi avvengono con la Cina,
Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia, Australia, Canada, e Russia. Il
Giappone esporta soprattutto materie prime, tessuti e apparecchi elettronici.
Trasporti
La rete dei trasporti ferroviari, automobilistici, marittimi
e aerei è estesa e capillare.
Rete ferroviaria = 38.117 Km
Autovetture = 39.000.000
Veicoli industriali = 22.700.000
Aeroporti = 75 (con voli di linea)
Porti principali = Yokohama, Tokyo, Kobe, Osaka, Kawasaki, Nagoya, Hokodate.
Religione
Le più diffuse religioni in Giappone sono tre:
- Scintoismo;
- Buddismo;
- Cristianesimo
(anche se poco praticato, solo il 4% della popolazione).
Lo
scintoismo è strettamente legato alla storia del Giappone e si basa sul culto
degli antenati e della natura. Si afferma che chi professa lo scintoismo è comunemente
anche buddista. Nel 1946, dopo la seconda guerra mondiale, l’imperatore
Hirohito rinunciò alla pretesa di essere considerato una divinità scintoista e
nel 1947 si
annunciò
la libertà di religione.
Lo scintoismo è comunque la religione tradizionale del
Giappone. Culto politeista, lo scintoismo (dal giapponese shinto, “la via degli
dei”) venera un cosiddetto pantheon di kami ( “dei” o “spiriti”) che comprende
varie classi di divinità, tra le quali gli dei locali, i fenomeni naturali, gli
esseri viventi (considerati depositari di
una forza vitale e spirituale) e gli antenati nobili deificati, compresi gli imperatori.
Vengono fatte offerte di riso e sakè, pesce, frutta, verdura, che
caratterizzano la cerimonie più importanti connesse ai cicli stagionali. Lo
scintoismo sottolinea l’importanza della purezza rituale e non possiede una
gerarchia interna fra i sacerdoti come ad esempio nella chiesa cattolica.
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